Integral Neurosoma

🍀 Ecosomatica, ricerca incarnata, e processi di comunità 🐢

Highlights

🌱 1. Il corpo non è separato dal mondo

L’ecosomatica ci invita a vivere il corpo come un sistema aperto e relazionale: non un’entità isolata, ma un punto di incontro tra ambiente, comunità e più-che-umano. Muoversi, percepire e stare insieme diventano atti ecologici e forme di conoscenza incarnata.

🐾 2. L’animalità come risorsa percettiva

Attraverso la zoosomatica, l’incontro con l’animale — reale o evocato — diventa un potente strumento di decentramento, ascolto profondo di logiche corporee e relazionali che ampliano il nostro modo di abitare il corpomente e il vivente.

🔗 3. Seminare comunità

Semina Mundi è sia un appuntamento che un processo da avviare: uno spazio di pratica, ascolto e co-creazione per dare forma a una rete ecosomatica viva, radicata nei corpi, nei territori e nelle relazioni.

Ecosomatica: il corpo come territorio relazionale

Negli ultimi decenni sono emerse in modo sempre più urgente domande che attraversano ambiti diversi — dalle arti performative all’educazione, dall’ecologia alla cura: che tipo di corpo stiamo vivendo? Quali sono i suoi confini? Vogliamo un corpo isolato, addestrato alla prestazione e al controllo, oppure un corpomente integrato capace di ascolto, permeabile, in relazione con ciò che lo circonda?

L’ecosomatica nasce proprio da queste urgenze, come un campo di pratiche e di pensiero che mette in dialogo la somatica (l’ascolto dell’esperienza corporea vissuta dall’interno) con una visione ecologica e relazionale dell’esistenza. In un approccio ecosomatico, il corpomente non è mai solo “individuale”: è un nodo di relazioni, un sistema aperto che risponde costantemente a luoghi, climi, presenze umane e più-che-umane, storie culturali e politiche.

Le radici dell’ecosomatica affondano in un ampio terreno di influenze, provenienti da ambiti diversi del sapere e della pratica. Tra queste, alcune linee di pensiero hanno avuto un ruolo particolarmente significativo nello spostare l’attenzione da un’idea frammentaria di corpo, mente e natura, a una visione integrata, relazionale e sistemica. Per esempio, autori come Gregory Bateson hanno mostrato che la mente non risiede esclusivamente nell’individuo, ma emerge dalle relazioni tra organismo, ambiente e contesto. Allo stesso tempo, correnti come la deep ecology, sviluppata da Arne Næss, hanno contribuito a spostarci da posizioni antropocentriche, riconoscendo l’essere umano come parte di una rete vivente più ampia. Queste sono solo alcune delle traiettorie che hanno alimentato — direttamente o indirettamente — l’ecosomatica, un campo che resta volutamente aperto, attraversato da saperi incarnati, pratiche artistiche, conoscenze indigene, processi di decolonizzazione corporea e culturale, e processi collettivi in continua evoluzione.

Dal corpo ecologico al corpo animale: uno sguardo zoosomatico

Nello stesso terreno di influenze si colloca anche la zoosomatica, un campo di ricerca e pratica che approfondisce il rapporto tra il corpo umano e l’animalità. Se l’ecosomatica ci invita a sentire il corpomente come parte —necessariamente — di un ecosistema più ampio, la zoosomatica apre una domanda ulteriore: che cosa succede quando riconosciamo l’animale come presenza reale, come alterità viva che ci attraversa e ci informa?

La zoosomatica propone un’esplorazione profonda delle logiche percettive, posturali, attentive e relazionali che caratterizzano diversi animali non umani, e di come queste possano risuonare nell'esperienza dell'animale umano. È un lavoro che mette in discussione la gerarchia implicita tra umano e non-umano, e che riconosce l’animalità come una dimensione ancora attiva, anche se spesso repressa, dell’esperienza umana.

In un’ottica ecosomatica, la zoosomatica rappresenta un ulteriore strumento di decentramento: sposta il punto di vista, amplia il campo sensoriale. L’incontro con l’animale — reale, osservato, immaginato, incarnato — ci riporta a una percezione più ampia del vivente, in cui l’intelligenza non è solo cognitiva (anzi, a volte non lo è affatto!), ma sensibile, percettiva, e distribuita nei corpi, nei gesti, nei comportamenti.

Una pratica collettiva

Un aspetto fondamentale dell’ecosomatica è la sua dimensione collettiva. Se il corpo è relazione, allora anche la pratica non può che essere condivisa. L’ecosomatica lavora con gruppi, comunità temporanee, contesti educativi e artistici, creando spazi in cui il sapere emerge tra le persone e non viene trasmesso in modo tutt'altro che verticale. Questo tipo di lavoro richiede tempo, ascolto e fiducia. Richiede di rallentare, di sospendere la logica del risultato immediato, di dare valore ai processi. In un mondo che spinge costantemente alla produzione e alla visibilità, l’ecosomatica propone una contropratica: abitare l’esperienza, restare con ciò che emerge, lasciare che le relazioni trasformino il modo in cui pensiamo e agiamo. È da questa esigenza — sempre più diffusa ma spesso frammentata — che nasce il desiderio di creare spazi di incontro, continuità e scambio tra persone che, in modi diversi, stanno già lavorando in questa direzione.

Semina Mundi: un incontro per far nascere una rete

Sebbene sul piano internazionale l'ecosomatica sia una pratica riconosciuta e molto diffusa, in Italia rappresenta un terreno di ricerca relativamente nuovo e fertile, dove individui o gruppi sono già attivi con un lavoro ad essa affine. Eppure queste forze in gioco sono disparate e non coese.

Semina Mundi, un incontro che si terrà il 21 e 22 Marzo 2026, nasce con l'intento di integrare queste realtà, non come un evento-vetrina, ma come un tempo condiviso di ascolto, pratica e progettazione, con l'idea di creare le condizioni affinché una comunità possa riconoscersi e dialogare.

Per due giorni, persone provenienti da ambiti diversi — arti performative, somatica, educazione, ricerca, ecologia, pratiche di cura e lavoro comunitario — si incontreranno in un contesto che favorisce la presenza, il contatto con il luogo e il lavoro corporeo. Il focus non sarà sulla presentazione di progetti finiti, ma sulla condivisione di domande, pratiche, intuizioni e desideri.

Semina Mundi è un incontro autogestito, pensato come un laboratorio vivente: un luogo in cui sperimentare forme di incontro non competitive, dove il sapere circola attraverso il corpo, la parola, il silenzio, il movimento e la relazione con l’ambiente. Un’occasione per interrogarsi insieme su come dare continuità a queste pratiche, sostenerle nel tempo e renderle accessibili e radicate nei territori. Il desiderio di lungo termine è la nascita di una rete ecosomatica capace di mettere in relazione esperienze, persone e luoghi. Una rete sensibile, fondata su valori di reciprocità, di cura e di responsabilità ecologica.

Immerso nella quiete e nella stratificazione storica di CasaNave Alle Mura, a Tuscania (VT), lo spazio che accoglierà Semina Mundi è molto più di una sede: è un luogo che invita naturalmente all’ascolto, alla presenza e alla relazione con il territorio.

In un tempo in cui molte persone sentono il bisogno di ritrovare un senso incarnato del vivere, dell’agire e del creare, l’ecosomatica può diventare un prezioso momento di rigenerazione culturale, di relazione e di conoscenza.

Se senti che il tuo lavoro, la tua ricerca o il tuo percorso personale si muovono lungo queste linee, forse è il momento di fermarti, ascoltare… e seminare insieme.

>> Scadenza per candidarsi all'evento: 15 Febbraio 2026.

Semina Mundi - Informazioni e Candidature

> Organizzazione: Kinesfera APS.

> Idea, call e coordinamento: Raffaele Rufo.

> Gruppo organizzativo: Raffaele Rufo, Gloria Desideri, Marco Adda, Silvia Luraschi, Signa Schiavo Campo, Roberta Goeta, Cinzia Delorenzi, Valeria Carovana, Lorenzo Bazzurro.

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Marco Adda

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